Mood explosion – da attivare

21 03 2008

Un altra proposta “low cost” che mi è venuta in mente osservando i ragazzi che cantavano/recitavano al primo appuntamento del VRIO è quella di costituire un guppo di “mood explosion” (termine coniato appositamente). Si tratterebbe di un gruppo di persone normalissime che si mescolano alle altre in un dato ambiente e poi, a un segale convenuto, cominciano a ridere, piangere, urlare, ecc… ovvamente concordando prima il tutto. Credo sarebbe interessante osservare le reazioni della gente… che ne dite?

[Michele Martini]

Abbiamo pensato di abbinare questa proposta – che assomiglia, tra l’altro a qualche idea lanciata da Staffan Mossenmark – alla seguente. Forse può venirne fuori una sintesi…

Ciao a tutti..
Più che un’idea ben delineata vorrei esporre un concetto che trovo interessante e che magari si potrebbe sviluppare con l’aiuto di chi lo trovasse interessante.
Credo che uno dei problemi della società contemporanea sia quello dell’essere indotti (dai canoni estetici, dalla moda, dal conformismo…) a soffocare la propria sfera irrazionale, quella che contiene il nostro lato “animale”. Reprimere questa parte di noi in maniera eccessiva bene sicuramente non fà, quindi c’è il bisogno di una valvola di sfogo. Quella per eccellenza penso che sia l’urlo: l’uomo ha bisogno di urlare come un leone di ruggire o un cane di abbaiare. Questo concetto può essere posto su un livello fisico-acustico come grido in sè, ma anche su un piano metaforico, come urlo esistenziale ed estirpazione del male dall’interno.
Qui entra in gioco la mia idea.
Fare urlare la gente, i passanti o chiunque lo desiderasse, magari in un grande gruppo con dei cuscini in faccia, in modo che il suono risulti soffocato e richiami simbolicamente una necessità di esprimersi e comunicare, ma di essere frenati da qualche cosa.
Che ne dite?

[Coniglio di Pasqua]