seguendo la filosofia del portare la musica là dove non ce la si aspetterebbe, propongo di organizzare dei mini concerti nei posti più strani della città. tipo: nei cessi dei bar, sui terrazzi delle case private, nei giardini pubblici, sotto le pensiline delle fermate del bus, sui marciapiedi agli incroci delle strade, etc.
vantaggi: ogni gruppo che aderisce si accolla la responsabilità di procurarsi impianto, strumentazione, accordi col proprietario del posto, permessi.
svantaggi: non so come si regoli questa cosa con gli amici della siae (si può fare un mega-permesso unico per tutta la manifestazione?) e delle forze dell’ordine (ma forse basta fare cose piccole e a volume basso).
[ale30]
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David Hatfield



